di Francesca Capizzi - Una violenza che non appare più come un episodio isolato, ma come una sequenza che si ripete e si sposta fra piazze e località balneari della Valle del Belice. È in questo scenario che si colloca il Far West di sabato pomeriggio a Santa Margherita Belice per la quale risultano indagati 12 giovani accusati di rissa aggravata e lesioni personali. Sono 5 tunisini minorenni ospiti di una comunità per minori stranieri non accompagnati e 7 ragazzi belicini: 6 di Santa Margherita e uno di Montevago, tra cui 2 minorenni. Secondo una prima ricostruzione, il confronto tra i due gruppi sarebbe nato nei pressi di un locale in pieno centro storico e sarebbe rapidamente degenerato in una rissa a colpi di sedie e bottiglie di vetro, con feriti trasportati nei pronto soccorso degli ospedali dei paesi limitrofi. Alcuni dei giovani belicini sono già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza.
Infatti, alcuni sarebbero stati coinvolti nella rissa culminata con l’accoltellamento di un giovane egiziano avvenuto la scorsa estate a Porto Palo di Menfi e nel pestaggio di un giovane tunisino avvenuto lo scorso anno a Santa Margherita di Belice. Il giovane tunisino Karim Mansour, aveva denunciato, prima dell’episodio dell’egiziano, di essere stato colpito con un tirapugni riportando la frattura del setto nasale e diverse lesioni. In relazione all’accoltellamento del giovane Atef Yasser, il questore di Agrigento Tommaso Palumbo, aveva disposto la scorsa estate, 10 provvedimenti di divieto di accesso a determinate aree del centro urbano (Dacur) e un foglio di via obbligatorio.
Nel dettaglio, per otto giovani di Santa Margherita e Montevago, coinvolti anche nella precedente rissa era scattato il divieto per tre anni di accedere e frequentare il locale Il Cycas di Porto Palo di Menfi e le sue immediate vicinanze. Inoltre, per un altro di loro era stato disposto il foglio di via obbligatorio dal comune di Menfi per quattro anni e successivamente il Daspo sportivo che gli impedirà anche di assistere a manifestazioni sportive per tre anni. Due minorenni erano stati destinatari di analoghe misure di prevenzione con divieto di frequentazione dell’area.
Il sindaco di Santa Margherita di Belice, Gaspare Viola, punta a far approvare a breve il regolamento di polizia comunale che consentirà l’applicazione del Dacur urbano in tutte le aree meritevoli di particolare tutela dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica: «È inaccettabile si trasformi il centro abitato in teatro di violenza urbana».
Tra gli episodi di violenza più gravi quello avvenuto il 29 marzo al porticciolo di Porto Palo dove un diciassettenne menfitano era stato aggredito da un gruppo di giovani dopo essere intervenuto per difendere il fratello minore. Il ragazzo aveva riportato la frattura della mandibola ed era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale Villa Sofia di Palermo con una prognosi di 30 giorni. Ora a conclusione delle indagini, i carabinieri hanno identificato e denunciato per lesioni personali 7 giovani di Castelvetrano, 6 minorenni e un maggiorenne, ritenuti responsabili del pestaggio.
Un altro recente episodio risale al 25 aprile a Lido Fiori di Menfi, dove un sedicenne era stato avvicinato da un gruppo di ragazzi e per un accendino, sarebbe seguita un’aggressione violenta. Il giovane era stato colpito con calci e pugni fino a perdere i sensi, riportando diverse lesioni e la frattura di un dito. Anche in questo caso i responsabili, tutti giovani di Montevago, sono stati identificati e denunciati.