Alessio Planeta è stato eletto alla guida del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia. La nomina segna "un passaggio significativo per il futuro del comparto enologico regionale", inserendosi in un momento di mercato considerato ricco di sfide e di grandi opportunità per l'intero settore vitivinicolo.
Secondo una nota diffusa dal Comune di Menfi, l'esperienza e la competenza del neo presidente sapranno "contribuire al rafforzamento della DOC Sicilia sui mercati nazionali e internazionali, promuovendo al contempo qualità, identità e sostenibilità". L'elezione viene inquadrata dalla comunità locale, definita "città del vino e della cultura agricola", come la garanzia che "il legame tra territorio, tradizione e innovazione continuerà a rappresentare un valore fondamentale per la crescita della nostra comunità".
Dal Comune giungono in chiusura "le più vive congratulazioni" a Planeta per "un incarico prestigioso che rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro, la visione e l’impegno di una figura profondamente legata al nostro territorio e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo siciliano". Al neo presidente sono stati rivolti gli auguri di buon lavoro, nella certezza che saprà "contribuire a dare sempre più voce e prestigio alla Sicilia del vino"
La lettera aperta di Planeta
Vorrei esprimere, da un lato, la gioia per questo incarico così prestigioso, che rappresenta un grande onore per me, per la mia famiglia, per la nostra azienda e per tutti i nostri dipendenti. Dall’altro, desidero manifestare la mia gratitudine all’amico Antonio Rallo e a tutti i Consigli di amministrazione che hanno preceduto questa presidenza, per il lavoro straordinario svolto: prima la creazione del Consorzio, poi lo sviluppo di una struttura efficiente, fatta di persone e professionisti, capace di accompagnare e sostenere il vino siciliano sin dal 2012.
Sento un forte senso di responsabilità, legato alla complessità del momento che stiamo attraversando: siamo di fronte a grandi sfide, in un mercato sempre più complesso e in una congiuntura non facile, in cui il settore vitivinicolo è oggetto di pressioni e attacchi da diversi fronti, tra cambiamenti nei modelli di consumo, crescente attenzione – talvolta anche distorta – ai temi della salute, dinamiche internazionali instabili e una competizione sempre più globale. A tutto ciò si aggiungono tensioni sui costi, incertezze geopolitiche e una comunicazione che spesso non valorizza adeguatamente la cultura e il valore del vino, elementi che ci impongono lucidità, coesione e capacità di visione.
Allo stesso tempo abbiamo davanti a noi straordinarie opportunità, che derivano dal vigneto più sostenibile d’Italia, da un patrimonio di varietà vastissimo – capace di rispondere alle esigenze del consumatore contemporaneo e di offrire basi solide su cui costruire i vini del presente – e dal crescente successo del turismo in Sicilia, che rappresenta un volano fondamentale per la crescita del comparto vitivinicolo.
Sempre più visitatori scoprono il territorio attraverso il vino, contribuendo a rafforzarne il valore e la riconoscibilità nel mondo; in questo contesto emerge anche il patrimonio umano dei viticoltori siciliani – fatto di competenze, tradizioni e passione – che rappresenta la vera forza del settore e rende unico il nostro modello produttivo, rafforzando al contempo il valore del nome Sicilia, così fortemente evocativo, che dobbiamo essere capaci di riportare nel bicchiere con la stessa intensità con cui si esprime nel turismo, nella cultura e nel cibo.
Sicilia Doc racchiude tutte le anime del vino siciliano – dalla cooperazione alle aziende verticalizzate – e lavoreremo per dare il giusto tono di voce a questo coro, affinché possa esprimersi come una vera orchestra. Le sfide sono molte, ma possiamo contare su un gruppo di lavoro solido e rodato, pronto a debuttare al Vinitaly e ad affrontare l’enorme mole di lavoro che ci attende, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un piano vitivinicolo regionale e di un progetto di lungo respiro, nel quale Sicilia Doc possa svolgere pienamente il proprio ruolo all’interno di un sistema più ampio.
A presto, dunque, sui mercati e nelle vigne siciliane.
Tuteliamo il nome Sicilia che è fortemente evocativo: dovremmo essere capaci di riportare dentro il bicchiere la reputazione che la Sicilia ha nel turismo nella cultura e nel cibo.
Alessio Planeta